Visualizzazione post con etichetta Cocktail. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Cocktail. Mostra tutti i post

domenica 10 gennaio 2016

Parla piano ! ! !





In moltissimi film americani ambientati durante il proibizionismo, ho notato che gli attori principali andavano a bere e festeggiare in locali segreti, nascosti. Quelli non erano bar comuni erano gli Speakeasy.
Speakeasy, blind pig e blind tiger erano i nomi dei locali illegali che durante il proibizionismo (1920-1932 ) vendevano alcool. In Usa durante quel periodo non si poteva distillare, trasportare ,vendere e consumare qualsiasi tipo di alcolico, chi veniva colto in fragranza di reato andava direttamente in cella.
La parola Speakeasy  ha diverse origini, in un vecchio dizionario di slang inglese del 1844 per indicare un negozio dove si vendeva merce di contrabbando si diceva speak -softly o speakeasy shop, infatti in  questi locali non bisognava fare troppo rumore per non attirare l'attenzione di vicini curiosi e della polizia, bisognava parlare piano. Il primo speakeasy della storia è di Kate Hester che nel 1880  nello stato della Pennsylvania nella città di McKeesport apri il suo bar senza alcuna licenza e sempre nella zona di Pittsburgh  si vendevano alcoolici in negozi sotto banco.
Blind tiger o Blind pig invece erano i nomi dei locali che servivano illegalmente alcoolici ma per non farsi notare dalla polizia c'erano degli animali come attrazione, i clienti con la scusa di andare a vedere gli animali come orsi o tigri  bevevano qualche cocktail.
Inutile dire che durante il proibizionismo gli speakeasy si moltiplicarono a vista d'occhio, sopratutto perchè era un buon affare della malavita, Al Capone era il gangster americano con il più elevato numero di speakeasy di sua prorpietà in tutta America. In un documentario televisivo sulla vita del boss di Chicago appaiono alcune fotografie in bianco e nero con alcuni famosissimi musicisti anche afroamericani che suonavano nel suo locale.
Anche Texas Guinnan, attrice di teatro e sceneggiatrice apri moltissimi locali, si dice che più di 300 erano di sua proprietà, gli speakeasy aiutarono anche a un cambiamento culturale, in quanto potevano consumare e parteciparvi anche le donne, aiutando così l'emancipazione femminile.
Visto la scarsa qualità dei prodotti alcolici che erano per la maggior parte imbevibili singolarmente i speakeasier incominciarono a mescolare i distillati come wisky e gin con succhi di frutta per renderli più bevibili e camuffare la qualità del prodotto spacciandolo per un buon alcolico per venderlo a un prezzo più elevato, grazie a questo piccolo stratagemma nacque il Cocktail.
Negli anni 2000 in Usa tornarono di moda gli speakeasy anche se sono legali, i proprietari vollero far provare quelle sensazioni di trasgressione e illegalità che anche i loro nonni provarono durante il proibizionismo.
CHEERS ! ! !




martedì 1 settembre 2015

Gradisce del ghiaccio?

La domanda più comune quando si beve un liquore o un distillato è se si gradisce del ghiaccio, ma in realtà avete mai pensato che cosa è il ghiaccio? Pensate che il ghiaccio sia tutto uguale?
Quando l'acqua raggiunge temperatura sotto gli 0°C si solidifica, diventando ghiaccio.
La parola cristallo deriva dal termine greco che significa ghiaccio, un solido cristallino, trasparente e freddo.
Il ghiaccio è stato per lungo tempo usato come efficace mezzo di raffreddamento. Fino a tempi recenti l'edificio del Parlamento Ungherese usava del ghiaccio raccolto in inverno dal lago Balaton come risorsa principale per il condizionamento dell'aria. Le ghiacciaie  venivano usate per immagazzinare ghiaccio durante l'inverno in modo da preservare i generi deperibili durante l'estate, e i primi frigoriferi funzionavano con un blocco di ghiaccio conservato al loro interno.
Grazie alla tecnologia di oggi abbiamo frigoriferi che oltre a mantenere il cibo il più a lungo possibile, fabbricano anche cubetti di ghiaccio
Il cubetto di ghiaccio cambia in base al tipo di acqua che può essere più o meno dura, alla percentuale di calcare  e alla forma. Per la preparazione dei cocktail consiglio di utilizzare il ghiaccio della macchina Hoshizaki, made in japan, il cubetto è di forma cubica regolare, perfettamente trasparente, pieno e cristallino in quanto l'acqua dopo essere passata attraverso diversi filtri  subisce un lento raffreddamento.
Rimanendo sempre nel paese del sol levante, se siete a Tokio, fate un salto al High 5 bar, diretto dal Maestro Ueno, Trasformerà un piccolo blocco di ghiaccio in un diamante, con il solo utilizzo del coltello.


Se non avete l'abilità del Maestro Ueno, potete sempre provare a cimentarvi a casa con lo stampo a forma di  sfera che trovate nella confezione del Wisky Chivas,basterà riempirlo di acqua e lasciarlo un pò di tempo in congelatore per trasformarlo in una sfera di ghiaccio, pronto per versarci il vostro wisky.

Un consiglio per la preparazione dei Cocktail, conviene riempire lo shaker o il bicchiere di ghiaccio per mantenere il drink più freddo possibile e per evitare che si annacqui, infatti se si mette un paio di cubetti si scioglieranno in fretta invece se si riempe ci metterà molto più tempo.

Anche se avete poco ghiaccio, ricordatevi di bere responsabilmente. Cheers ! ! !





sabato 29 marzo 2014

C'era un Bar !



Il conte Camillo Negroni durante uno dei suoi numerosi viaggi a Londra  conobbe il  gin e gli piacque talmente tanto che  quando torno a  Firenze provò ad aggiungerlo al suo aperitivo quotidiano, il Milano Torino, che prendeva al bar Giacosa a Firenze.  Da questa aggiunta del distillato londinese nacque l'aperitivo italiano per eccellenza il Negroni. Il cocktail  creato per  caso dal Conte ha avuto un enorme successo e bevuto ancora oggi in tantissimi bar in Italia e all'estero. Pochi giorni fa ero a Firenze  e girando per la città sono capitato  all'angolo tra via De Tornabuoni e via della Spada dove c'era il Bar Casoni diventato poi Bar Giacosa e con mio grande stupore il bar che una volta  faceva angolo con le 2 vie e aveva  5 vetrine non c'e' più ma al suo  posto un negozio di abbigliamento di uno stilista toscano abbastanza kitsch.   Ho chiesto ad alcuni  vigili che erano li a zonzo cosa fosse successo al bar più famoso di Firenze e mi hanno detto che il bar era dentro il negozio di abbigliamento e l'entrata era l'ultima vetrina. Avevo un miscuglio di emozioni dentro di me, curiosità, delusione  e alla fine quando mi sono ritrovato di fronte alla porta disgusto, un bar storico  rovinato da uno  stilista di poco gusto, che nella vetrina del bar ha esposti i suoi vini e la sua vodka. Un bar che era il salotto della Firenze  per bene  ridotto a un baretto striminzito per fare posto a un negozio di vestiti costosissimi, mi auguro soltanto che il tempo renda i vecchi splendori a ciò che è stato il tempio del aperitivo italiano.

lunedì 6 gennaio 2014

La Sbronza! Hic!


Si sa che durante le feste natalizie  la gente beve molto di più del normale, sarà per l'aria di festa che ti lasci andare visto che magari sei in ferie e non devi andare a lavorare il giorno dopo, sarà perchè  da chiunque vai a salutare per gli auguri non manca il solito rituale di alzare il bicchiere per brindare a qualcosa di buon auspicio, o anche perchè in periodo di festa i supermercati promuovono molto di più l'acquisto di superalcolici e la pubblicità al loro consumo. E allora via, si aprono le danze e molti miei amici mi raccontano la loro serata di grandi bevute con il risultato che il giorno dopo, hanno diversi sintomi, prima fra tutti il mal di testa, in seconda posizione  mal di stomaco e in terza stanchezza. Molti di questi  bevitori mi chiedono dei consigli e  se conosco qualche  cocktail o rimedio antisbronza, in quel momento mi sento come un dottore con il suo camice bianco e inizio l'esame del paziente. La prima domanda che gli rivolgo è cosa hai bevuto ieri sera? La maggior parte mi elencano i diversi cocktail che hanno bevuto,  altri la diversa tipologia  di distillati e la minor parte della gente  un solo tipo di drink che sia cocktail o birra o distillato. Purtroppo non esiste una cura generale che faccia passare la sbronza a tutti quelli che si sono ubriacati il giorno prima, varia da persona a persona, non e' stata ancora creata  una medicina che faccia passare lo stesso sintomo a tutti. Bisogna prevenire prima di curare, adesso vi dico alcune dritte prima di bere.
La prima cosa che non bisogna fare quando si beve è mischiare, non bisogna mai mischiare in generale, inizi con un cocktail o una birra o un distillato finisci con quello , ripeto mai e poi mai mischiare tra di loro cocktail o vino o birra o distillato, peggio ancora  se si mischiano anche 2 diversi tipi di quello che ho appena elencato.
Non bisogna mai esagerare con la quantità, sopratutto se la qualità è scarsa o media, il fegato ne risente subito, per questo motivo che la mattina ci alziamo con il mal di testa per aver bevuto qualche bicchiere in più di tequila o vodka.
Ricordare sempre di bere dopo aver mangiato qualcosa, meglio se è pane o pasta che assorbono l'alcol, e mai bere a stomaco vuoto perchè  l'effetto sbronza è molto più rapido e dura più a lungo.
 Non stare troppo fermi quando si beve, il movimento aiuta a bruciare  l'alcool ingerito, quindi mettevi a ballare o fare una passeggiata.
Tra un bicchiere e l'altro bevete uno di acqua, perchè così l'alcol che avete appena bevuto si diluisce e viene meglio assorbito dal corpo.
Quando incominciate  a sentire che sta salendo l'effetto dell'alcol appoggiate il bicchiere e aspettate finchè non passa, sarebbe meglio se si smettesse di bere.
Ma se non avete seguito uno dei consigli elencati sopra allora bisogna cercare un rimedio per affrontare la sbronza del giorno dopo.
Alcuni consigliano di bere qualcosa di alcolico come un bloody mary o una birra per riportare il tasso di alcol al livello precedente , altri di  bere molti  caffè,  personalmente io consiglio di fare una bella colazione con proteine come lo yogurt, bere molto latte,mangiare cereali e frutta e bere molta acqua, però bisogna sempre vedere  se si ricorda  che cosa si è bevuto la notte prima, perchè ripeto il rimedio varia da persona a persona  e da che cosa si è bevuto.
Di seguito alcuni link che spero  potranno aiutarvi a farvi passare la vostra sbronza, e ricordate che bere deve essere un piacere.
http://notizieshock.it/siete-sbronzi-ecco-8-trucchi-per-farvela-passare-in-un-minuto/
http://www.my-personaltrainer.it/salute/sbornia.html
http://www.medicina-benessere.com/Alimentazione/i_metodi_anti_sbronza.html
 

lunedì 7 ottobre 2013

Il Cuba libre

Il Cuba Libre è tra i cocktail più gettonati assieme al vodka tonic e gin tonic soprattuto tra gli adolescenti  che bevono in discoteca.
Il nome è tutto un programma, infatti il Cuba libre nasce durante l'intervento militare degli U.S.A. nel 1895 fino al 1898 per  l'indipendenza cubana, guerra conosciuta anche come ispano-americana. I soldati americani festeggiarono assieme ai patrioti cubani la vittoria sull'esercito spagnolo,  unendo la Coca-cola simbolo U.S.A. al ron cubano. Oggi  a Cuba il cocktail si prepara utilizzando la Pepsi cola anziché la Coca-cola in quanto la Coca-cola e il simbolo per eccellenza dell'imperialismo e colonialismo americano.
Quando chiedete un Cuba libre, siete sicuri  che vi faccia l'originale ? Sotto la vera ricetta, sponsorizzata dalla Bacardi.

venerdì 27 settembre 2013

Oliva? Si, ma quale?

Quando lavoravo a Los Angeles mi capitava spesso di preparare molti vodka martini, il cocktail in sè non era difficile in quanto  la clientela americana gli piace bere senza il vermouth, quindi era soltanto vodka shakerata, ma dopo aver versato il drink nella coppetta bisognava mettere la decorazione. "Would you like olive?" La risposta per la maggior parte delle volte era "Yes please" e qui incominciava  il delirio, oliva con peperone, oliva con formaggio, oliva con acciuga, oliva con madorla, oliva con nocciolo o snocciolata, gradisce una o tre olive? per questo motivo chiedevo prima di preparare il cocktail quale fosse l'oliva che il cliente gradiva.
In Italia  non c'e' molta scelta anzi,  l'oliva è una sola e con il nocciolo, e quando metto olive snocciolate i colleghi mi guardano storto, e di solito i  clienti vogliono l'oliva con il nocciolo, forse perchè non c'e' molto commercio di olive speciali condite come negli U.S.A. e le olive di solito vengono usate in cucina piuttosto che nei bar.


Il Mojito

L'estate sta finendo e un anno se ne va .... e di mojito questa estate per rinfrescarmi la gola dalla sete ne ho bevuti abbastanza, ma non tutti erano uguali.
Chi mette il rhum chiaro, chi quello scuro, lo zucchero di canna o quello bianco, le foglioline o il rametto intero di menta, il lime tagliato a cubetti e chi lo mette spremuto, insomma ogni barman lo prepara come gli piace.
Il mojito nasce negli anni 30 a Cuba, diventa famoso negli anni '50 grazie a Heminguay che si recava ogni giorno alla Bodeguita del medio a l'Havana durante la stesura del suo romanzo Il vecchio e il mare, ed è proprio in questo locale che conoscerà il pescatore Gregorio Fuentes che ispirò Heminguay alla creazione del personaggio Santiago nel libro.
Ma adesso vediamo come si prepara un vero Mojito


Moscow Mule

Mi capita molto spesso di ordinare un Moscow mule in diversi bar e pub,ma purtroppo quello che mi danno da bere non è certo quello della ricetta originale. Alcuni barman vogliono far passare per Moscow mule un  mojito con vodka, i meno peggio anzichè usare la ginger beer utilizano il ginger ale, altri come decorazione mettono un pezzo di cetriolo.
Il cocktail in questione è nato nel 1950 non da dei bartender esperti di miscelazione ma bensì da uomini d'azienda, John Martin di professione mercante di liquori, Rudolph Kunnet presidente della Pierre Smirnoff, e John Jack Morgan  capo della Cock n' bull, azienda specializzata in ginger beer.
I tre imprenditori si incontrarono in un hotel di New York e tra una chiacchiera e una bevuta modificarono il Dark n' Stormy nel Moscow Mule sostituendo la vodka a rhum e aggiungendo lime fresco spremuto.

Questa è la ricetta originale

1 oz di Vodka
1 oz di ginger beer
1 oz di lime
Decorazione: rondella di lime e ciuffetto di menta