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martedì 1 settembre 2015

Gradisce del ghiaccio?

La domanda più comune quando si beve un liquore o un distillato è se si gradisce del ghiaccio, ma in realtà avete mai pensato che cosa è il ghiaccio? Pensate che il ghiaccio sia tutto uguale?
Quando l'acqua raggiunge temperatura sotto gli 0°C si solidifica, diventando ghiaccio.
La parola cristallo deriva dal termine greco che significa ghiaccio, un solido cristallino, trasparente e freddo.
Il ghiaccio è stato per lungo tempo usato come efficace mezzo di raffreddamento. Fino a tempi recenti l'edificio del Parlamento Ungherese usava del ghiaccio raccolto in inverno dal lago Balaton come risorsa principale per il condizionamento dell'aria. Le ghiacciaie  venivano usate per immagazzinare ghiaccio durante l'inverno in modo da preservare i generi deperibili durante l'estate, e i primi frigoriferi funzionavano con un blocco di ghiaccio conservato al loro interno.
Grazie alla tecnologia di oggi abbiamo frigoriferi che oltre a mantenere il cibo il più a lungo possibile, fabbricano anche cubetti di ghiaccio
Il cubetto di ghiaccio cambia in base al tipo di acqua che può essere più o meno dura, alla percentuale di calcare  e alla forma. Per la preparazione dei cocktail consiglio di utilizzare il ghiaccio della macchina Hoshizaki, made in japan, il cubetto è di forma cubica regolare, perfettamente trasparente, pieno e cristallino in quanto l'acqua dopo essere passata attraverso diversi filtri  subisce un lento raffreddamento.
Rimanendo sempre nel paese del sol levante, se siete a Tokio, fate un salto al High 5 bar, diretto dal Maestro Ueno, Trasformerà un piccolo blocco di ghiaccio in un diamante, con il solo utilizzo del coltello.


Se non avete l'abilità del Maestro Ueno, potete sempre provare a cimentarvi a casa con lo stampo a forma di  sfera che trovate nella confezione del Wisky Chivas,basterà riempirlo di acqua e lasciarlo un pò di tempo in congelatore per trasformarlo in una sfera di ghiaccio, pronto per versarci il vostro wisky.

Un consiglio per la preparazione dei Cocktail, conviene riempire lo shaker o il bicchiere di ghiaccio per mantenere il drink più freddo possibile e per evitare che si annacqui, infatti se si mette un paio di cubetti si scioglieranno in fretta invece se si riempe ci metterà molto più tempo.

Anche se avete poco ghiaccio, ricordatevi di bere responsabilmente. Cheers ! ! !





venerdì 27 settembre 2013

Oliva? Si, ma quale?

Quando lavoravo a Los Angeles mi capitava spesso di preparare molti vodka martini, il cocktail in sè non era difficile in quanto  la clientela americana gli piace bere senza il vermouth, quindi era soltanto vodka shakerata, ma dopo aver versato il drink nella coppetta bisognava mettere la decorazione. "Would you like olive?" La risposta per la maggior parte delle volte era "Yes please" e qui incominciava  il delirio, oliva con peperone, oliva con formaggio, oliva con acciuga, oliva con madorla, oliva con nocciolo o snocciolata, gradisce una o tre olive? per questo motivo chiedevo prima di preparare il cocktail quale fosse l'oliva che il cliente gradiva.
In Italia  non c'e' molta scelta anzi,  l'oliva è una sola e con il nocciolo, e quando metto olive snocciolate i colleghi mi guardano storto, e di solito i  clienti vogliono l'oliva con il nocciolo, forse perchè non c'e' molto commercio di olive speciali condite come negli U.S.A. e le olive di solito vengono usate in cucina piuttosto che nei bar.


Il Mojito

L'estate sta finendo e un anno se ne va .... e di mojito questa estate per rinfrescarmi la gola dalla sete ne ho bevuti abbastanza, ma non tutti erano uguali.
Chi mette il rhum chiaro, chi quello scuro, lo zucchero di canna o quello bianco, le foglioline o il rametto intero di menta, il lime tagliato a cubetti e chi lo mette spremuto, insomma ogni barman lo prepara come gli piace.
Il mojito nasce negli anni 30 a Cuba, diventa famoso negli anni '50 grazie a Heminguay che si recava ogni giorno alla Bodeguita del medio a l'Havana durante la stesura del suo romanzo Il vecchio e il mare, ed è proprio in questo locale che conoscerà il pescatore Gregorio Fuentes che ispirò Heminguay alla creazione del personaggio Santiago nel libro.
Ma adesso vediamo come si prepara un vero Mojito


Moscow Mule

Mi capita molto spesso di ordinare un Moscow mule in diversi bar e pub,ma purtroppo quello che mi danno da bere non è certo quello della ricetta originale. Alcuni barman vogliono far passare per Moscow mule un  mojito con vodka, i meno peggio anzichè usare la ginger beer utilizano il ginger ale, altri come decorazione mettono un pezzo di cetriolo.
Il cocktail in questione è nato nel 1950 non da dei bartender esperti di miscelazione ma bensì da uomini d'azienda, John Martin di professione mercante di liquori, Rudolph Kunnet presidente della Pierre Smirnoff, e John Jack Morgan  capo della Cock n' bull, azienda specializzata in ginger beer.
I tre imprenditori si incontrarono in un hotel di New York e tra una chiacchiera e una bevuta modificarono il Dark n' Stormy nel Moscow Mule sostituendo la vodka a rhum e aggiungendo lime fresco spremuto.

Questa è la ricetta originale

1 oz di Vodka
1 oz di ginger beer
1 oz di lime
Decorazione: rondella di lime e ciuffetto di menta